Da periferia rurale a quartiere operaio, crocevia politico e laboratorio urbano del presente.
La Bolognina è molto più di un quartiere di Bologna: è uno specchio di un secolo e mezzo di storia italiana. Nata come periferia industriale alla fine dell'Ottocento, plasmata dalle fabbriche e dalle cooperative, segnata dalla Resistenza e dalla politica, oggi è al centro di trasformazioni urbane, demografiche e multiculturali che ne ridisegnano il volto pur conservandone l'anima.
Un rione dove oltre un quarto della popolazione è straniera e centocinquantacinque nazionalità convivono nello stesso spazio quotidiano. I personaggi, le infrastrutture, le bombe, le idee: tutto contribuisce a spiegare perché la Bolognina sia diventata quello che è oggi — e perché le fotografie che la raccontano siano solo l'ultimo strato di un lungo sedimento.
Quattro ere in ordine cronologico. La storia del rione si legge per cause e conseguenze: ogni strato spiega il successivo.
Le frazioni rurali, il Canale Navile e la città che preme ai suoi confini, fino al Piano Regolatore che inventa il quartiere.
Entra → Era IILe fabbriche, la ferrovia, le cooperative. Poi il fascismo, le bombe del '44 e la Resistenza che attraversa i cortili.
Entra → Era IIILa ricostruzione, l'apogeo operaio, il PCI radicato fino alla periferia. Una parabola che si chiude in una sera di novembre.
Entra → Era IVIl declino industriale, la gentrificazione, il cantiere aperto del presente: TEK District, Casaralta, il ritorno del tram.
Entra →Alcuni filoni non stanno in una sola epoca: la attraversano tutte. Entra da qui se cerchi un argomento, non un periodo.
Cartoline dalla Bolognina, il progetto fotografico di Federico Brogno, documenta il rione di oggi in bianco e nero. Queste pagine sono il suo corollario storico: il presente che gli scatti fissano ha senso solo come esito di tutto ciò che è venuto prima.
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